lunedì 29 ottobre 2007

Articoli di giornale: Far West - mezzi pubblici

LA NUOVA
27-10-07, 3 Primo Piano Babele di lingue, risse, paura autobus di notte come il Far West IL VIAGGIO. Oltre la mezzanotte i pullman dell’Actv trasportano soprattutto immigrati. Tra indiani e bengalesi, cinesi e senegalesi Roberto Lamantea
MESTRE. E’ un giovedì notte bigio, lo scirocco incolla l’umidità alla pelle. Mezzanotte e dieci. Non c’è nessuno alla fermata all’incrocio tra via Miranese, via Carducci, via Circonvallazione, via Piave, fermata della linea Actv Venezia-Mirano. Passa un cinese in bicicletta, la bici cigola. Cigolano spesso le biciclette dei cinesi, forse sono vecchie. L’autobus, partito da piazzale Roma alle 0.05, arriva puntuale all’incrocio alle 0.20. Un’ottantina di passeggeri, in genere c’è la ressa. Su 80 viandanti, gli italiani sono 9. Viaggiare su un bus extraurbano - uno qualunque, non importa se è diretto a Treviso, Mirano, Dolo-Padova o Chioggia-Sottomarina - è una finestra spalancata sul mondo. Lingue: chi non ha le lauree di Pico de Paperis non distingue russo da moldavo, albanese da rumeno, cinese, e non parliamo delle lingue africane, al telefonino (tutti i senegalesi hanno un telefonino) a volte mescolano l’idioma madre al francese e l’inglese. Poi ci sono le lingue indiane. Magari parlano dialetti, idiomi locali. Sull’autobus per Mirano delle 0.20 ci sono molti indiani e bengalesi. Lavorano nei ristoranti veneziani come camerieri. Oppure vendono rose: gliele rifilano i fiorai, stanno per appassire, meglio guadagnarci qualche euro che buttarle. Questa notte sono silenziosi. Hanno occhi bellissimi. C’è una donna cinese. Non ci sono senegalesi. Strano. Salgono e scendono a gruppi di tre, gettano i borsoni con le false griffe nel primo spazio libero. Loro sì parlano. Parlano sempre. Ridono molto. Beati loro. Non ci sono neanche le nigeriane. Un paio di anni fa, proprio alla prima fermata della Miranese, è salita una ragazza nera in microgonna, spalmata dagli occhi rapaci dei maschi. Quando è scesa a Spinea era in pantaloni. Oltre alle lingue ci sono gli odori. Aglio, spezie, effluvi pungenti. D’estate all’aglio si aggiunge il sudore. I giovani dell’Est odorano di superalcolici a distanza di un metro. Zaffate di cognac o whisky appena trangugiati. Loro bevono bottiglie, mica bicchierini. L’anno scorso un gruppo di albanesi ha litigato con un gruppo di marocchini: «Amico», «No, tu amico», dicevano in italiano. Cosa volesse dire quell’«amico» non si sa, è finita a bottigliate, le bottiglie di whisky da pochi soldi se le portano in bus. L’autista ha spalancato le porte in piazza S. Giorgio a Chirignago, gli albanesi a petto nudo hanno picchiato un marocchino. C’era sangue. Sono scesi e scomparsi nella notte prima che arrivasse la polizia. Questa notte è tutto calmo. Piovischio, freddo umido, sonno. Alle 0.34 siamo già al Graspo de Ua, al Villaggio dei Fiori rimaniamo a bordo in 7: chi scrive, un ragazzo marocchino dormiente, tre italiani sui 35 anni, in fondo due ragazze carine sui venti. I tre italiani scendono all’ospedale di Mirano, sono le 041. L’arrivo a Mirano-via della Vittoria alle 0.45: 25 minuti da Mestre. In genere il viaggio dura 40 minuti. Gli autisti hanno smesso di visionare i biglietti. Quando l’azienda ha ordinato agli autisti di fare anche i controllori qualcuno ha preso l’incarico con zelo: raccontano che in media ogni conducente ha fatto guadagnare all’Actv mille euro in più. Certo che è potente l’evasione dal ticket. Ora dopo le aggressioni si sono stufati. Tanti fanno vedere il biglietto poi non lo timbrano. Gli extracomunitari in genere esibiscono un ticket urbano, non valido. Chi è al volante degli autobus Actv racconta anche che a essere più seccati dal controllo all’ingresso non sono gli immigrati ma gli anziani, soprattutto le signore. Alla richiesta del biglietto qualche tempo un anziano, salito a Chirignago, ha gridato all’autista: «Giovanotto, ho 74 anni, a me queste cose non si chiedono». Boh. Questa notte non c’è la paura, ma la differenza sì. La differenza è che senza senegalesi, indiani, cinesi, rumeni, moldavi, ucraini, albanesi, vietnamiti, peruviani, gli autobus di notte sarebbero semivuoti. Non siamo Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Genova. Ma nel luglio scorso sulla linea 53 sulla corsa delle 21.30 Padova-Venezia via Riviera una rissa fra tossicodipendenti è finita a bottigliate. Il 25 agosto sul Noale-Maerne-Mestre una ragazzina di 17 anni ha preso a pugni l’autista e gli ha stretto il collo. Il 30 agosto sul Mirano salgono tre nigeriani e una ragazza, l’autista chiede il biglietto e quelli gli urlano «razzista!». Il 23 settembre tra Spinea e Chirignago un altro autista viene preso a pugni da un marocchino, il motivo sempre lo stesso: non aveva il biglietto. All’inizio di ottobre, sulla Padova-Mestre, un ragazzino di 14 anni finisce all’ospedale perché non voleva farsi dipingere i baffetti dal gruppo di bulli suoi coetanei: gli hanno spaccato un sopracciglio a testate. Questa notte fila tutto liscio. Non saremo il Far West, ma di notte sui mezzi pubblici la paura c’è.

Per quanto ne so il motivo che spinge molti a non avvalersi dei mezzi pubblici è la lentezza negli spostamenti e la non capillarità del servizio fra diverse città.
Tuttavia visto l'elenco di violenze riportato nell'articolo sembra che si stiano aggiungendo nuovi problemi agli esistenti.

Se i mezzi pubblici devono essere l'alternativa al caos veicolare, forse bisognerebbe pensare all'appetibilità del servizio.


articoli di giornale - Asseggiano, via libera al sottopasso

LA NUOVA
27-10-07, 29 Cronaca Lavori dal 2009, chieste però precise garanzie a tutela dei residenti Asseggiano, via libera al sottopasso
ASSEGGIANO. Via libera al progetto che cambierà l’assetto di Asseggiano, a patto che vengano rispettate alcune condizioni. Questa, in breve, la posizione della Municipalità di Chirignago-Zelarino sul nodo di Asseggiano, ovvero sull’eliminazione del passaggio ferroviario a livello legata alla realizzazione della metropolitana regionale di superficie (Sfmr). La questione è nota: per evitare che la frazione si trovi spezzata in due, la Regione costruirà un sottopasso. Bene, nel corso del consiglio municipale che si è svolto giovedì sera Chirignago-Zelarino ha approvato il progetto presentatogli. Aggiungendo, però un paio di raccomandazioni, che hanno come obiettivo tutelare la qualità della vita di quanti vivono in questa parte del territorio municipale. C’è da dire, però, che già qualcosa la Municipalità era riuscita a ottenere. Rispetto al piano originario, il progetto è stato modificato. Niente più sottopasso con curva a gomito, dettaglio considerato pericoloso, ma infrastruttura diversa, da costruire a destra della chiesa di Asseggiano (direzione Spinea), in uno spiazzo attualmente occupato da un’area verde. Prendendo come immagine quella di un tubo, le due estremità sono da una parte in via Frassinelli, da un’altra nei pressi della chiesa. Probabile inizio dei lavori nel 2009, per realizzare l’opera verrà demolità la stazione ferroviara della frazione, destinata comunque a essere dismessa. Ricordato che per permettere l’entrata in servizio della Sfmr verrà ripristinata la «linea dei bivi», va anche dato conto di quelle che sono le perplessità, o meglio i consigli, espressi da Chirignago-Zelarino. Il punto caldo è legato alla viabilità di supporto alla metropolitana regionale, in questo caso alla strada che metterà in collegamento diretto l’abitato di Asseggiano con la stazione Sfmr che sorgerà a Spinea, in località Graspo D’ Uva. Esaminando il progetto, infatti, i consiglieri municipali si sono accorti che il tracciato dei binari della metropolitana regionale e quello della strada di collegamento esiste uno spazio libero. Preso atto della cosa, Chirignago-Zelarino chiede che in quell’area non venga data nessuna autorizzazione a costruire. Richiesta tutt’altro che sorprendente, se si considera che tutto il territorio municipale è interessato da un brulicare di cantieri edilizi e che in molti vedono nella cementificazione una delle cause alle recenti alluvioni. C’è poi una seconda osservazione legata alla strada tra Asseggiano e la stazione del Graspo. In sostanza, la Municipalità chiede che la via sia soggetta a regime di zona a traffico limitato, percorribile cioè solo dai residenti. Anche in questo caso il «consiglio» parte da esperienze passate, si vuole evitare insomma che anche questa diventi una strada di attraversamento, come ad esempio è già successo in via Risorgimento a Chirignago, che con il tempo è diventata trafficatissimo by-pass tra via Miranese e via Risorgimento. Da segnalare che il progetto è stato approvato dalla maggioranza di centrosinistra, mentre l’opposizione di centrodestra ha deciso di astenersi. (Maurizio Toso)

sabato 27 ottobre 2007

articoli di giornale - 10000 lettere ai cittadini di Spinea dall'Udc contro Tessari

LA NUOVA
VENERDÌ, 26 OTTOBRE 2007 Provincia SPINEA: LA POLITICA
Diecimila lettere per contestare Tessari L’iniziativa dell’Udc dopo il rimpasto che ha estromesso Chinellato
SPINEA. Forse Claudio Tessari sperava che se la fossero messa via. E invece in questi giorni quelli dell’Udc - dopo che il loro assessore di riferimento, Roberto Chinello, è stato silurato dal sindaco - si sono messi al lavoro per il contrattacco e hanno redatto una lunga lettera che hanno stampato in 10 mila copie e che nei prossimi giorni invieranno a tutte le famiglie di Spinea. Una sorta di foglio di protocollo, in cui, nella prima parte, accusano il sindaco Tessari di essere politicamente insolente, irresponsabile e inaffidabile.
I componenti dell’Udc di Spinea sembrano quindi aver messo da parte la caratteristica democristiana della moderazione e attaccano senza peli sulla lingua il sindaco di Spinea.
«Con l’arbitraria e immotivata sostituzione di Roberto Chinellato (che era l’assessore al Commercio, ndr) Tessari ha rotto il patto di coalizione fatto con le liste civiche e ha cercato, maldestramente, di mettere all’angolo il nostro partito reo di aver preso in considerazione l’ipotesi di correre alle prossime amministrative col proprio simbolo e con una propria lista, e senza alcuna pretesa preclusiva di presentare un proprio candidato sindaco». E pensare che fino a poco tempo fa l’Udc e Tessari andavano d’amore e d’accordo. Ricordate chi invitò Tessari per l’inaugurazione della piazzetta del municipio? L’allora ministro dei rapporto col Parlamento, Carlo Giovanardi.
Oggi Claudio Tessari, pur mantenendo una propria indipendenza, sarebbe più vicino a Forza Italia, e in particolare all’assessore regionale alla Mobilità, Renato Chisso. Ma al di là di questo, la rottura con l’Udc si è avuta con le decisione presa da Tessari di sostituire Chinellato con Fabio Padovan, 33 anni, ex uomo di Confindustria. «Il nostro sindaco - ironizza l’Udc nella lettera ai cittadini - non potendosi candidare per il terzo mandato, intende preparare la successione al trono, come in una monarchia: un giovane disponibile, non molo dentro i meccanismi della politica, molto bisognoso, invece, di saggi consigli». (f.fur.)




IL GAZZETTINO
Domenica 4 novembre Spinea (d.t.) "Claudio Tessari: insolente, ...
(d.t.) "Claudio Tessari: insolente, irresponsabile, inaffidabile": questo il titolo di un pieghevole che, nei giorni scorsi, è stato distribuito dal circolo comunale dell'Udc alle famiglie di Spinea. In stampa, oltre 10 mila copie, approssimativamente uno per famiglia. Un duro ed inequivocabile attacco al primo cittadino, quello rivolto dal partito dello scudo crociato, profondamente offeso dalla scelta di sollevare dal suo incarico l'unico Assessore Udc, Roberto Chinellato. Con questa estromissione, in pratica, a Spinea l'Udc è sparita dalle stanze della politica che conta. Tessari, dopo la nuova nomina, aveva dichiarato che Chinellato non si era mai presentato come Udc, ma come rappresentante delle liste civiche. "Se il sindaco non lo riteneva in carico all'Udc, - recita il volantino - spieghi perché ha preteso dal Presidente del Consiglio Francesco Canta e dall'Assessore Carmelo Ruggeri di ritirare la loro iscrizione al partito perché altrimenti si sarebbe trovato con una giunta sovraesposta a favore dell'Udc". Continua, sottolineando che "Tessari con questa operazione ha deliberatamente gettato alle ortiche una coalizione vincente nel 1999 e nel 2004. Ora dovrà assumersi di fronte agli elettori e alle forze politiche della maggioranza la piena responsabilità di aver rotto un'alleanza collaudata e di aver compromesso per il futuro ogni possibile collaborazione con le liste civiche". Tessari, questa volta ha risposto per le rime: due giorni fa il primo cittadino ha sporto querela ai carabinieri di Spinea per diffamazione ai danni del circolo Udc di Spinea . "Si tratta di un volantino dettato da livore personale più che da motivazioni politiche, per questo ho deciso di sporgere querela. Tra l'altro su questo volantino si è dissociata sia l'Udc provinciale sia molti esponenti dell'Udc locale. Credo sia un'iniziativa di tre o quattro persone più che il sentire di un intero movimento politico".

venerdì 26 ottobre 2007

Passante di Mestre - VIA, Valutazione Impatto Ambientale

I documenti riguardanti la valutazione di impatto ambientale, VIA, riguardanti questa opera possono essere trovati nel nuovo sito ministeriale voluto dal ministero per le politiche ambientali che raccoglie ed elenca tutte le VIA e VAS di ambito nazionale rintracciabili con la semplice funzione search (senza richieste ministeriali o affini).

Riguardo al Passante di Mestre, opera invisa dagli ambientalisti e voluta dalle associazioni edili, dalle associazioni commercianti nonchè da chiunque faccia uso di un veicolo per andare a lavoro o spostarsi sono disponibili le VIA di tutti i comuni interessati dall'opera.

Scheda tecnica
Casale sul Sile, Martellago, Mira, Mirano, Mogliano, Pianiga, Preganziol, Quarto d'Altino, Salzano, Scorze', Spinea, Zero Branco


Scheda tecnica
Albizzate, Casorate Sempione, Cavaria con Premezzo, Ferno, Gallarate, Jerago con Orago, Somma Lombardo

Il progetto del Passante verde può invece essere trovato a questo link

giovedì 25 ottobre 2007

articoli di giornale - Ricorso al TAR contro il senso unico

LA NUOVA
GIOVEDÌ, 25 OTTOBRE 2007
Provincia Spinea. I Comitati presentano il ricorso annunciato Via Matteotti, tutti al Tar contro il senso unicoSPINEA.
Minacciato più volte all’inizio dell’estate, ora i comitati fanno sapere di aver depositato l’annunciato ricorso al Tar contro il senso unico di via Matteotti. Non che vi fossero dubbi a riguardo: da mesi infatti i cittadini si erano affidati a uno studio legale affinché valutasse l’eventualità di un riscorso. I comitati chiedono al tribunale amministrativo regionale di verificare l’eventuale sussistenza di vizi di forma nel provvedimento che dà il via libera alla sperimentazione viaria. La battaglia insomma non si ferma: i cittadini del quartiere Dante fanno sapere inoltre di voler organizzare nelle prossime settimane nuove iniziative di protesta come manifestazioni e blocchi stradali. Intanto è stato completato l’avvicinamento tra il comitato di via Matteotti e quello denominato «Spinea vivibile», accomunati dalla stessa contrarietà alle nuove modifiche della viabilità in centro. «Abbiamo chiesto da un mese un confronto aperto con la giunta su questi temi - afferma Gianni Causin, di Spinea Vivibile - e non abbiamo ancora ricevuto una convocazione. Nei comuni vicini le cose stanno diversamente: penso a S. Maria di Sala, con ben due incontri aperti tra amministratori e cittadini sulle nuove soluzioni viarie da adottare. Qui invece qualsiasi provvedimento ci viene imposto: manca la benché minima sensibilità al dialogo». Causin non si riferisce solamente a via Matteotti, ma anche al nuovo Masterplan che ridisegnerà piazza Fermi: «Vogliamo che la piazza di fronte a villa del Majno rimanga libera per le manifestazioni - spiega - ma nessuno in Comune ne vuole parlare». (f.d.g.)

Articoli di giornale - Vogliamo il Passante per risolvere la crisi del traffico

LA NUOVA
MERCOLEDÌ, 24 OTTOBRE 2007
Provincia VIABILITÀ «Via Miranese, che dramma» La protesta dell’associazione dei costruttori edili
MIRANO. «I problemi della Miranese sono ormai cronici: per percorrere pochi chilometri ci si impiega anche un’ora a certe ore del giorno». Lo sfogo è di Cristiano Perale presidente dei Giovani Ance Venezia, l’associazione dei costruttori edili. Perale è abituato a transitare lungo la Miranese data la sua attività di imprenditore e ben conosce i problemi che tutti i giorni bisogna affrontare. «Ormai impieghiamo tempi inaccettabili anche solo per il tratto Mirano-Spinea. Addentrarsi attorno alle 8.30 o alle 17 è diventato un dramma. Non esistono alternative, ma località con semafori dove si formano code interminabili che creano ulteriori disagi anche ai residenti». Marco Masiero imprenditore di Mirano del direttivo Ance Venezia Giovani è molto preoccupato. «Oltre alla Miranese non dimentichiamo la camionabile che andrebbe potenziata poiché quotidianamente transitano centinaia di auto e mezzi pesanti». Secondo Masiero i problemi che subiscono le imprese da una viabilità a certe ore del giorno al collasso riguardano gli spostamenti anche più brevi. «La manodopera che si sposta nei cantieri per gli approvvigionamenti ci impiega anche più del doppio di tempo previsto. Ciò incide negativamente nelle nostre imprese. In pratica un percorso dove normalmente ci si impiegherebbero 20 minuti di tempo diventa anche di un’ora: una situazione insopportabile». Il presidente dell’Ance Venezia Giovani, nutre una speranza. «Che la realizzazione del passante non subisca ritardi perché siamo davvero all’emergenza». E aggiunge: «La grande opera infrastrutturale libererebbe la Miranese spostando i flussi dei pendolari e delle merci delle zone industriali alle direttrici autostradali. Ciò eviterebbe di congestionare il tratto fino al raggiungimento della tangenziale di Mestre». (Lorenzo Baldoni)

Articoli di giornale - Bandi di gara per nuove abitazioni popolari

LA NUOVA
MERCOLEDÌ, 24 OTTOBRE 2007
Provincia SPINEA Possibilità per le giovani coppie in via Bennati e in via Vecellio Nuovi bandi per una manciata di alloggi a Spinea. Nei giorni scorsi il Comune ha pubblicato quello per procedere alla formazione di una graduatoria per l’assegnazione in proprietà di abitazioni per giovani coppie. Si tratta di due appartamenti del complesso «Residenza Golf», in via Bennati, rimasti liberi dopo essere stati occupati qualche anno (la precedente graduatoria di assegnazione risale a 5 anni fa). Il Comune ha deciso di acquistarli per evitare speculazioni derivanti dal passaggio di proprietà e rivenderli a prezzo d’acquisto, ovvero 130 mila euro. «Ci siamo fatti carico della questione - spiega l’assessore all’edilizia residenziale pubblica Edmondo Piazzi - per evitare che i due appartamenti finissero nel mercato con un prezzo che avrebbe potuto sfiorare i 180 mila euro». Tra i requisiti per entrare in graduatoria, vi è quello di essere una coppia sposata o in procinto di farlo entro 6 mesi dalla data del rogito notarile, avere un’età non superiore ai 35 anni e almeno un componente residente nel Comune di Spinea. La domanda dovrà essere presentata allo sportello polifunzionale entro il 30 novembre. Tra qualche giorno dovrebbe essere pronto un ulteriore bando per l’assegnazione di 4 alloggi in via Vecellio, in località Fossa. (f.d.g.)

articoli di giornale - Lavori sulla rotatoria

IL GAZZETTINO
mercoledì 24 ottobre 2007 Spinea
Grandi opere e modifiche alla viabilità La circolazione cambia a vista d'occhio
(d.t.) La viabilità di Spinea cambia a vista d'occhio. Vuoi per lasciare lo spazio ai lavori per le grandi opere, vuoi per le previste modifiche per il miglioramento della circolazione, nel giro di un settimana i punti cruciali del traffico spinetense, che nella stragrandè maggioranza dei casi è quello che attraversa via Roma, saranno sottoposti a modifiche significative. Procedono a spron battuto i lavori per il Passante. Nel Miranese, ormai, si è entrati . nel vivo: da lunedì, infatti, sono cominciati i lavori alla rotonda della Fossa, tra Spinea è Mirano. In quel particolare punto, come più volte sottolineato, l'autostrada passerà in sotterranea. I lavori verranno affrontati progressivamente, per tappe: in un primo momento la rotonda sarà trasformata a "fagiolo", quando i lavori cioè coinvolgeranno la parte nord. Quando si opererà invece al centro della rotatoria, il traffico viario tornerà allo normalità. Giovedì scorso, nel frattempo, è stata aperta la nuova rotatoria ai piedi del cavalcavia al Graspo d'Uva e il contestuale spegnimento del semaforo davanti alla chiesa. (resterà la chiamata pedonale) con il breve tratto a senso unico di via Cattaneo. In settimana è anche prevista la riapertura di via Asseggiano.

Peccato che proceda verso il peggio per determinati quartieri.
Lamentele sulla circolazione.

LA NUOVA
MERCOLEDÌ, 24 OTTOBRE 2007
Provincia La rotatoria lascia spazio al Passante Spinea. Aperto il cantiere alla Fossa dove l’autostrada sarà in trincea
SPINEA. Nuova viabilità alla rotatoria della Fossa, tra Spinea e Mirano, interessata in questi giorni da importanti lavori per la realizzazione del Passante di Mestre. Da lunedì la rotonda è stata notevolmente ridotta e traslata ad Est, verso Spinea, per permettere al cantiere autostradale di avanzare nella parte Ovest. In pratica è stata realizzata una nuova rotatoria a forma di «fagiolo», schiacciata verso lo svincolo di Spinea: chi proviene da Mirano dovrà quindi seguire un percorso provvisorio che attraversa la vecchia aiuola centrale, prima di immettersi nella nuova rotonda ovale. E’ la prima tappa dei lavori che interesseranno la viabilità in quel punto: terminate le opere strutturali nella parte Ovest, la rotatoria tornerà nella sua forma tradizionale, ad ampio raggio, per permettere la ripresa dei lavori al centro. I particolari della nuova viabilità erano già stati definiti nel dettaglio oltre un mese fa nella sede di Veneto Strade, tra tutti gli enti interessati. «L’obiettivo - spiegano dall’Ufficio viabilità del Comune di Spinea, nel cui territorio ricade l’area di cantiere - è quello di evitare al massimo i disagi per la circolazione». Cosa per la verità non facile, dato che almeno in queste prime ore di sperimentazione, diversi automobilisti sembrano essersi trovati spaesati dalla nuova viabilità. Alcuni lamentano la scarsità della segnaletica provvisoria, altri difficoltà, soprattutto per i mezzi pesanti, a percorrere la nuova mini-rotatoria, a causa del cambiamento del raggio di curvatura. In quel puntoil Passante sarà sotterraneo, con la rotatoria della Fossa che rimarrà al livello del piano campagna, sovrastando l’autostrada in due punti: tra lo svincolo di Mirano (via Miranese) e quello per la rotatoria di Crea, e tra lo svincolo per Maerne (via Costituzione) e quello di Mirano. La rotatoria formerà in pratica due cavalcavia che sovrapasseranno l’autostrada, trasformando la Fossa un raccordo viario disposto su due livelli. (f.d.g.)


martedì 23 ottobre 2007

articoli di giornale - protesta via Zigaraga, circolano troppi TIR

LA NUOVA
MARTEDÌ, 23 OTTOBRE 2007
Provincia VIA ZIGARAGA Protesta dei residenti «Circolano troppi tir»
SPINEA. Amareggiati, delusi ed arrabbiati per come i comuni permettono di utilizzare via Zigaraga e via Villetta. A farsi sentire sono i residenti della strada, costituitisi in comitato per chiedere il rispetto dei limiti di velocità e dei divieti di transito da parte di camionisti ed automobilisti. «Nonostante varie segnalazioni fatte in più occasioni ai comuni di Spinea, Salzano e Martellago - lamentano i residenti - nulla si è mosso: registriamo anzi il persistere del passaggio di tir che non dovrebbero poter transitare visti i divieti all’inizio della via nei due sensi di marcia, e di auto che si servono di questa via come sfogo a velocità elevata, noncuranti del fatto che vi abitano anche famiglie con bambini piccoli che usano i mezzi comunali per raggiungere le scuole». Ma non basta: gli abitanti di Zigaraga tornano a segnalare l’utilizzo della via quale luogo di scambio di sostanze stupefacenti da parte di tossicodipendenti. «La situazione è allarmante poiché registra una totale mancanza del rispetto delle regole, ma in qualche modo ciò è autorizzato dalle autorità grazie alla loro inerzia. E’ deludente vedere come i propositi di risanamento pubblicizzati soprattutto in campagna elettorale dai nostri amministratori, si sfaldino di fronte a situazioni concrete, diventando solo una scusa per aumentare le tasse». Il comitato chiede a questo punto una risposta rapida e concreta. «Mandare la polizia locale per 10 minuti al giorno e per di più negli orari in cui si sa di non trovare nessuno è una presa in giro». (f.d.g.)

giovedì 18 ottobre 2007

Articoli di giornale - Prodi, ecco come si risolve a Spinea il problema dell' assenteismo

IL GAZZETTINO
Domenica 14 ottobre 2007 SPINEA
L’assessore all’Urbanistica Mario Simionato relaziona i colleghi pur risultando assente dalla riunione Più che una Giunta una seduta spiritica Deliberato un impegno di spesa di oltre 30 mila euro dopo aver sentito chi non c’era
"Visto, sentito, delibera." Solo che in Giunta l'assessore non possono averlo nè visto nè sentito visto che non c'era. Succede anche questo a Spinea e cioè che riescano a fare una Giunta tipo seduta spiritica durante la quale l'assessore all'Urbanistica Mario Simionato riesce a convincere i colleghi di Giunta - presenti il sindaco Claudio Tessari, il vicesindaco Edmondo Piazzi e gli assessori Giovanni Da Lio, Carmelo Ruggeri, Roberto Chinellato, Mauro Armelao - che bisogna assolutamente riformulare l'incarico per l'arch. Renato Rizzi, il progettista della nuova piazza Marconi e del centro di Spinea . Progettista, sia detto tra parentesi, che risulta aver già incassato 86 mila euro mentre ne attende altrettanti, per un importo complessivo di 169 mila 866 euro. Ed esattamente di quattrini discute quella Giunta che vede Simionato fra gli assenti - a proposito mancava anche Delia Strano o pure lei è riuscita a mettersi in contatto via telepatica con la Giunta all'uopo riunita? Mah. Torniamo alla storia. Nel 2005 l'arch. Rizzi viene incaricato di mettere a punto sia il Masterplan delle aree centrali di Spinea - incarico per un importo di 70 mila euro - sia il Piano attuativo del Progetto norma 27 - incarico per 44 mila euro.Un anno dopo, nel marzo 2006, all'architetto Rizzi la Giunta comunale riconosce altri 10 mila euro per "approfondimenti diversi".Passa un altro anno e il 17 luglio 2007 l'assessore Mario Simionato comunica al progettista che bisogna ritoccare qua e là il Masterplan del centro, un progetto che è stato presentato in pompa magna dal Comune il 9 marzo 2006, con tanto di pannelli e plastici, allo scopo di illustrare i progetti di restyling della zona centrale di Spinea . Perchè, che cosa è successo dal 9 marzo 2006 al 17 luglio 2007? Che i cittadini - come chiesto dalla Giunta comunale - partecipano al dibattito, criticano e suggeriscono. E così il Masterplan, resta "plan", ma diventa un po' meno "master". Tant'è che l'assessore all'Urbanistica Mario Simionato stende una lettera ufficiale con la quale informa l'arch. Renato Rizzi che "ultimata la lunga fase della partecipazione democratica che ci ha impegnati in numerosi incontro con Enti preposti, autorità religiose, proprietari di aree interessate, associazioni economiche e sociali e cittadini, l'Amministrazione comunale è ora in grado di fare una prima ipotesi di massima elencando i punti meno condivisi e precisamente: la soluzione prospettata per piazza Fermi, l'ipotesi planivolumetrica prevista per le aree parrocchiali attigue alla chiesa di SS. Vito e Modesto, le previsioni circa la vecchia scuola materna "Ai nostri caduti". Nella conferma della filosofia urbanistica chiaramente tracciata dal progetto che con lungimiranza individua il percorso per trasformare Spinea da città strada a città - così si conclude la lettera di Mario Simionato - si chiede cortesemente di valutare i rilievi sopra riportati."Cortesia che costa alla collettività di Spinea 20 mila euro più Iva, più il 2 per cento che va alla cassa autonoma degli architetti ed ingegneri, più il 4 per cento all'Inps. Ne prende atto quella riunione di Giunta del 12 settembre 2007 nella quale svolge un ruolo di primo piano l'assessore Simionato, il quale, peraltro, è assente. Questo certo non gli impedisce, come si legge nella delibera medesima, di precisare che "il Piano attuativo del Piano norma 27 è un atto successivo al Masterplan" e, dunque, Rizzi è autorizzato a consegnarlo non si sa quando. Nella stessa riunione sempre Simionato - o il suo avatar - avverte la Giunta di aver chiesto "al progettista una revisione sostanziale dello stesso progetto." Il costo della revisione come abbiamo detto è di 20 mila euro più bla bla bla e altri 18 mila per il nuovo plastico. Resta aperta la ridefinizione dell'incarico al progettista per il Piano norma 27. Sarà per un'altra seduta spiritica, pardòn, di Giunta.Maurizio Dianese

Il masterplan doveva essere un'opera degna del comune di Spinea, ed invece si è dimostrato completamente inefficiente nell'urbanistica, nelle previsioni di viabilità, nel recupero storico della villa del Majno, nella soluzione dei problemi e nel rispetto delle leggi.
Vediamo meglio questi punti.
  • La recente legge urbanistica regionale del veneto impone sin dai primi punti una serie di costanti che devono guidare tutta la progettazione e la pianificazione sia a livello comunale che provinciale e regionale stesso. In altre parole in cima agli aspetti di maggiore importanza che devono smuovere tutta la pianificazione territoriale devono esserci il recupero dei beni artistici del Veneto e la salvaguardia della sicurezza della popolazione. Vengono inoltre posti dei vincoli notevoli alla progettazione innovativi per qualsiasi legge e degli del VDay di Grillo, ovvero la cooperazione con gli enti ed i soggetti interessati per sviluppare nel PAT, piano di assetto del territorio la risoluzione dei problemi con la popolazione prima che vengano spesi inutilmente soldi per le modifiche. E' importante far notare che queste caratteristiche rientrano si nel PAT, ma soprattutto nella concezione generalistica della legge urbanistica. All'atto pratico anche se i piani su cui ha lavorato l'ingegner Rizzo rientrano in un PRG precedente all'emanazione della legge urbanistica (ora PRG=PAT+PI), con un PAT non ancora approvato dalla provincia a causa dei ritardi nell'emanazione del PTCP (paino di coordinamento territoriale provinciale) per cui è previsto una verifica di concordia fra i due piani territoriali, comunque essendo passato il tempo di deposito della legge, l'ingegnere tenuto a rispettare i principi della nuova legge urbanistica. Quanto finora è successo invece va contro la legge in più punti: non sono stati avvertiti i diretti interessati per il provvedimento di chiusura di via Matteotti (sia attività commerciali che hanno visto calare le loro vendite, sia abitanti di vie che hanno subito gli effetti della modifica in via Matteotti); non è stato previsto un piano di sicurezza adeguato (basti pensare che per via Alfieri non è stato previsto niente, anzi sono state lì direzionate le corse degli autobus); il masterplan prsentato alla popolazione non è mai stato presentato nelle modifiche che avrebbero comportato problemi per questa, poichè semplicemente ci si è limitati a trattare la questione piazza rialzata; solleva indicibili dubbi per il proposito finale di chiudere una via percorsa da 30000 veicoli al giorno dirottandoli su tessuto di strade di inferiore portata, solo paventando l'esistenza di altre vie che in un prossimo futuro porteranno via parte del traffico dall'arteria di via Roma; prevedeva inoltre un muro di una decina di metri che dovesse nascondere dei palazzoni allo sfondo della via (per la scontentezza di chi ci abita) contro la normativa di salvaguardia sismica(anch'essa preponderandemente richiesta nella legge urbanistica). Scaricare la colpa delle modifiche sulle proteste della popolazione così come riporta il Gazzettino da sempre vicino al comune è quindi infimo, poichè il difetto non è della popolazione ma di chi sta lavorando senza la minima capacità di prevedere le problematiche o senza collaborare con la popolazione per l'attuazione di un piano condiviso. Il fatto che Simionato non si sia recato in consiglio per la richiesta del rinnovo è l'esempio classico di come il reparto dell'urbanistica nell'amministrazione del sindaco Claudio Tessari stia procedendo per "la sua strada" senza minimamente badare a niente (legge vuole che la delibera di spesa sia annullabile visto la mancata presenza dell'assessore all'urbanistica, a fronte del suo "relazionamento spiritico"). Dal punto di vista pianificatorio, inoltre grossi dubbi sorgono su un progetto che prevedeva di chiudere via Roma da villa del Majno fino a piazza Mercato dirottando parte del traffico di via Roma attraverso la via che costeggia piazza Fermi verso una nuova strada realizzata con l'abbattimento di alcuni edifici verso via Matteotti (trasformata in senso unico con rotatoria intorno al quartiere Dante). Ciò perchè era prevista l'eliminazione di una piazza già ora utilizzata dai vicini palazzoni ed attività commerciali (cooperative e negozi di privati) come luogo di posteggio (il sabato per mercato crea infatti molti problemi e non si contano le lamentele quando vengono lì inserite le feste/sagre) lasciando spazio ad una nuova lotizzazione in rilevato (3 piani per non disturbare il panorama fondovilla).
  • Riguardo al recupero storico della villa del Majno varie perplessità sorgono sia per l'aver investito ingenti capitali comunali per il recupero di una villa lotizzata da privati, senza prevedere un minimo piano di collaborazione per sfruttare per la collettività l'edificio, sia per i lavori stessi di restauro (per esempio non sono stati eseguiti i gocciolatoi ai parapetti in marmo ed il risultato con lo smog di 30000 veicoli della vicina via Roma, seppur presenti palazzoni fra il fronte della villa e la via è stata la rigatura della candida facciata con antiestetiche colate nere di acqua piovana e polveri sottili in meno di un anno, e con solo 106 superamenti del limite sul PM10).
  • Dal punto di vista della previsione progettuale dei lavori nel rispetto della sicurezza sia in fase transitoria, che definitiva manca inoltre un qualsiasi studio. In altre parole si è previsto a qualche soluzione di sicurezza per il progetto finale (seppur si sia sbagliato a non considerare soluzioni per certe vie come via Alfieri), ma non si è pensato di disciplinare i lavori di realizzazione del progetto al fine di creare il minore impatto sulla popolazione e l'ottimizzazione delle risorse. Tanto più che al momento delle prime proteste l'atteggiamento dell'amministrazione e di Tessari è stata si profonda chiusura.
  • Il piano rientra inoltre in una vasta modificazione a più livelli (statale=Passante, regionale=metropolitana di superficie), ovvero nel momento peggiore per fare una qualsiasi modifica locale, poichè le macromodifiche del Passante e della metropolitana di superficie creeranno ulteriori modificazioni alla viabilità del comune. Per quanto queste due opere siano giuste ed apportino benefici in zone più compromesse quali Mestre, la risoluzione delle criticità interne al comune dovrebbe essere compiuta qualora la situazione della viabilità si sia stabilizzata. A ciò sicuramente non gioverà il ritardo di 2 anni con cui arriveranno i primi treni della metropolitana di superficie, visto il ritardo con cui sono stati ordinati.
Link all'articolo...troppi, tutti i post del blog.

Il fatto che Simionato abbia quindi riconosciuto le problematiche del traffico, risolvibili solo con una collaborazione intercomunale fra il comune di Venezia per l'abitato di Chirignago e con i comuni di Mirano e Martellago/Maerne, il fatto che vengano richieste da parte di Simionato delle varianti al progetto per aggiornarlo e migliorarso sono di per se indicazioni di una cattiva progettazione iniziale.
Non si può trasformare Spinea da via (via Roma) a città, come riferito nell'articolo se i vicini comuni scaricano alle porte del comune più piccolo del circondario 30000 veicoli al giorno.



Post Scrittum:
Il plastico non è un requisito fondamentale della presentazione di un progetto o delle varianti.
Dati i disegni del progetto così come definiti dalle norme UNI-EN un qualsiasi falegname può realizzare il plastico basandosi su di questi.
Le varianti nel caso rientrino entro il 10% di modifica del progetto non sono inscrivibili come spesa al committente ma devono essere assunte dal progettista/costruttore, soprattutto nei casi di difetto di progettazione e mancata ottemperanza delle leggi del Codice Unico.

Vanessa Ferrari di Brescia Vs Federica Pellegrini di Spinea

Vanessa Ferrari vuole una palestra nuova per preparare le Olimpiadi. Prodi e il sindaco di Brescia Corsini si impegnano ad esaudire il desiderio. Una palestra nuova per preparare le Olimpiadi di Pechino 2008; questa la richiesta di Vanessa Ferrari, emersa a chiare lettere in questi ultimi giorni sia dalla Danimarca sia, ancor più forte, al rientro in Italia dopo il titolo di Campionessa del Mondo. "Le parallele le abbiamo, ma quelle che troviamo nelle gare in giro per il mondo sono molto più morbide - aveva dichiarato Vanessa dopo le gare di Aarhus - con la trave non ci sono problemi, ma per volteggio e corpo libero è proprio difficile. Per il volteggio non c'è la rincorsa e per il corpo libero devo allenarmi su una striscia". La Ferrari, così, è costretta a lasciare Brescia e la palestra della Brixia per allenarsi almeno qualche giorno, ogni settimana, nel centro tecnico di via Ovada a Milano....link

Alla richiesta di Vanessa Ferrari, il sindaco della sua città natia ha subito risposto, con l'aiuto anche del governo che ha sboccato dal ministero dei fondi utili per l'ampliamento della palestra di Brescia.

Analogamente a Spinea abbiamo una campionessa mondiale, Federica Pellegrini, costretta ad andare alla piscina di Mirano o del Terraglio per allenarsi o più recentemente al centro sportivo di Milano, poichè fra le varie opere previste, quella maggiormente voluta, ovvero una piscina comincerà soltanto nel 2009 finendo oltre il mandato da sindaco di Tessari.

Eppure di piscine nell'area ce n'è bisogno visto le lunghe code presenti nelle iscrizioni delle piscine dei comuni limitrofi (mesi di attesa per scalare la lista).
Inoltre poichè i corsi di 60 minuti per tutto l'arco della giornata costringono residenti amanti del nuoto a spostarsi di comune la presenza di una piscina nel territorio permetterebbe di ridurre almeno una piccola parte del traffico intercomunale che si svolge ogni 60 minuti pur di raggiungere il luogo in cui svolgere un po' di sport.

Nessuna richiesta allo stato per poter usufruire di fondi per finanziare la costosa opera, anzi un project financing mai spiegato appieno e tante promesse che fanno pensare agli abitanti di via Asseggiano.
Peccato che le Olimpiadi di Pechino siano nel 2008, ovvero un anno prima dell'inizio dei lavori.

Al contrario il sindaco preme per la società di calcio a cinque, gestita dall'amico Da Lio e militante solo in prima divisione, composta quasi unicamente da brasiliani che solo aspirano di arrivare ai mondiali della categoria sportiva.

video

mercoledì 17 ottobre 2007

Articolo di giornale - rotonda di via Alfieri

LA NUOVA
MARTEDÌ, 16 OTTOBRE 2007
Provincia Spinea, in via Alfieri i lavori per la rotonda
SPINEA. Dopo alcuni mesi di sperimentazione iniziano oggi i lavori di realizzazione della rotonda di via Alfieri, all’incrocio con via Roma a Spinea. Le operazioni dureranno circa cinque giorni. Dunque un’altra rotatoria sorgerà in modo definitivo lungo la via principale della città dopo quelle in zona Bersaglieri, di fronte alla Pam e da ultima quella subito dopo il cavalcavia del Graspo d’Uva, aperta solo poche settimane fa. In sostanza quella di via Alfieri è una rotonda di piccole dimensioni ma che mira a rendere più snello l’innesto dei veicoli in quel punto a poche centinaia di metri dal centro cittadino. Il progetto definitivo, presentato dall’architetto Stefano Di Giusto, è stato approvato dalla giunta comunale lo scorso luglio. Nei prossimi giorni, per permettere agli operai di lavorare in tutta sicurezza, all’incrocio tra le vie Alfieri e Roma sono previsti alcuni rallentamenti al traffico. Infatti ci sarà lo spostamento del doppio senso di circolazione prima su metà carreggiata poi sull’altra per poter garantire gli spazi di asfaltatura. Questo intervento, comunque, si inserisce nel più ampio progetto di piano del traffico che la giunta ha in mente di portare avanti e che in più di un’occasione centinaia di residenti del centro hanno criticato. (a.rag.)

La sperimentazione ha visto il formarsi di numerose situazioni di pericolo ed incidenti dovuti al mancato rispetto del "dare la precedenza" da parte delle vetture che percorrono la via principare, via Roma, in una rotonda dal diametro inferiore al metro.
Perchè si costruisce la rotonda se la sperimentazione è fallita? Per il semplice motivo che la sperimentazione non c'è mai stata!!! Mai misurazioni di traffico, di incidente, interviste per verificare se la rotonda avesse migliorato la situazione, multe dei vigili a chi non rispettava il dare la precedenza in via Roma.
Precedentemente non vi era nemmeno un semaforo a regolamentare il passaggio, poichè la maggiorparte delle persone che uscivano da via Alfieri lo facevano per adoperare la soluzione più comoda, ovvero la svolta a destra.

Una rotonda sarebbe stata necessaria nel successivo incrocio con via Matteotti, luogo in cui verte il Masterplan che porterà all'eliminazione del semaforo (con velocizzazione della percorrenza per chi deve transitare per via Roma, ma con l'eliminazione di un senso di marcia per i due sensi intersecanti di via Matteotti e via Cattaneo).
Ahimè espropriare qualche metro al seppur largo sagrato della Chiesa San Vito e Modesto per realizzare una rotonda è peccato mortale.
Molto meglio rendere senso unico via Cattaneo e via Matteotti costringendo le persone a lunghi giri (lungo via Buonarroti o lungo via D'annunzio-Alfieri-Bennati) e portando il traffico nel quartiere residenziale Dante e nella strettissima via Alfieri.
Tuttavia questo avrebbe portato un problema all'inserimento in via Roma per le auto prese nel circolo, da qui la necessità della rotonda fronte a via Alfieri.
Il piano definitivo prevede la chiusura del tratto di via Roma che va da piazza Marconi fino a piazza Fermi con dirottamento del traffico nelle vicine vie Matteotti e Cattaeno, con a seguire le vie D'Annunzio/Bennati/Cici/Ponchielli (nella cui via è stato eliminato lo spartitraffico per far passare le corriere ed il traffico pesante) e dall'altra parte Cattaneo Buonarroti, a fronte dell'inesistente sperimentazione dagli esiti sicuramente positivi del raccordo nord con via Asseggiano di via Roma (Tessari continua a sostenere che porterà via la maggior parte del traffico, 33000 veicoli, anche se portasse via 15000 veicoli per via Asseggiano, resterebbero 15000 veicoli al giorno da riallocare nelle vie secondarie per la chiusura del tratto di via Roma).
Perchè via Alfieri deve restare a doppio senso di marcia e con rotonda? per il semplice motivo che attraverso via Alfieri sono stati disposte le fermate degli autobus.
Per ora l'autobus di linea locale che porta gli anziani a fornase ed al cimitero passa per una via le cui corsie sono grandi quanto la navetta, senza marciapiedi e senza spazio per far passare i veicoli dietro l'autobus.
Nel prossimo futuro potrebbe toccare anche agli autobus dell'ACTV percorrere questa strada.
Marciapiedi e piste ciclabili sono quindi stati costruiti laddove le fermate degli autobus saranno riallocate, per finire in strade di maggior pericolo in cui non è prevista nessuna opera di messa in sicurezza come via Alfieri.

IL GAZZETTINO
martedì 16 ottobre 2007 in breve SPINEA Lavori in via Roma
Da questa mattina, per 4-5 giorni, lavori in via Roma a Spinea per realizzare la nuova rotatoria di via Alfieri. Questo comporterà lo spostamento del doppio senso di circolazione prima su metà carreggiata poi sull’altra metà per poter garantire gli spazi ai lavori di asfaltatura.

Articoli di giornale - Ritardano le ispezioni dei tombini dopo l'alluvione

LA NUOVA
DOMENICA, 14 OTTOBRE 2007
Provincia SPINEA: LA RICHIESTA «Chi controlla i tombini?» I residenti: «Dopo l’alluvione nessuna verifica»
SPINEA. «A oltre due settimane dall’alluvione non si è ancora visto alcuno per accertare i danni. Eppure la nostra strada è stata una delle più colpite durante l’ultimo maltempo». Il grido di allarme arriva da due cittadini di via Bologna a Spinea, Roberta Meggiorato e Andrea Corsi, che chiedono al Comune di intervenire quanto prima. Infatti questa zona, assieme alle vie Bennati, del Forte, Solferino e Capitanio è stata tra le più colpite dalle forti piogge. «Ma nessuno - dicono - si è ancora fatto vivo per vedere se i tombini sono intasati o che altro. Il giorno dell’alluvione, dopo numerose telefonate agli uffici comunali, ai pompieri e alla protezione civile, una macchina di quest’ultimi è passata ma non si è neppure fermata perché l’acqua arrivava quasi a metà portiera e se non avessimo avuto le paratie, reduci dall’allagamento del settembre 2006, le nostre case sarebbero finite sotto di diversi centimetri. Il comune, giusto un anno fa, c’aveva promesso la visita di un tecnico per verificare lo stato delle tubazioni vecchie di mezzo secolo. Pure in questo caso il nulla. Anche parlando coi cittadini di via Dante alcuni di loro dicono di essere nella nostra stessa situazione». Poi i due residenti di via Bologna chiedono che sia fatto qualcosa di concreto, con degli interventi che impediscano alle strade e agli edifici di finire sott’acqua. «Infatti - precisano Meggiorato e Corsi - delle elettropompe nuove e del carrello con rimorchio non sappiamo che farcene poiché servono solo quando l’acqua è entrata». (a.rag.)

Articoli di giornale - Polizia municipale e sicurezza, multe in calo

LA NUOVA
DOMENICA, 14 OTTOBRE 2007
Cronaca MESTRE. Il vero balzo in avanti è stato fatto tra il 2005 e il 2006 Impennata di sanzioni dovuta ai controlli con le telecamere Nostra inchiesta sulle risorse incamerate dai principali municipi del Veneziano Il Comune incassa sei milioni dalle multe Aumentano in tutta la provincia gli introiti per le violazioni del codice della strada FRANCESCO FURLAN
Pesano sempre più nelle casse comunali - il trend degli ultimi anni segna un leggero aumento - i soldi incamerati con le multe al codice della strada. Divieto di sosta, eccesso di velocità, zone a traffico limitato le bestie nere degli automobilisti. E ci sono casi in cui - vedi Jesolo - il valore delle multe, almeno sulla carta, supera quello delle entrate dovute all’addizionale Irpef. Anche a Chioggia il lavoro dei vigili porta nelle casse del municipio una bella fetta di soldi, circa un milione di euro l’anno.
Mentre in altre città d’Italia (l’ultimo caso è Segrate, periferia di Milano) impazza la polemica sui Comuni che fanno cassa tartassando gli automobilisti con i t-red (diabolici computer collegati ai semafori che scattano foto alle auto non appena scatta il rosso: il problema è che l’arancione dura pochi secondi) abbiamo fatto un giro in provincia per vedere quanto le multe pesano nei bilanci dei principali centri, da Chioggia a Jesolo, passando per Mira e Mestre.
Multe a Mestre. Il vero balzo in avanti è stato fatto tra il 2005 al 2006 quando si è passati da 67.000 a 105.206 multe, con un bel po’ di soldini in più entrati nelle casse del Comune: si è passati da 4 milioni e 600 mila (mezzo milione in meno del 2004 ma uno in più del 2002) a 5 milioni 959 mila euro. A fine 2007, se verrà rispettato il bilancio di previsione, Ca’ Farsetti incasserà solo poche decine di migliaia di euro in più. Dopo l’impennata di sanzioni dovuto anche ai controlli delle telecamere nelle zone a traffico limitato (sono state: 37.390) il numero delle multe dovrebbe stabilizzarsi. Altra grande fetta di multe riguarda però ogni anno i verbali per le soste irregolari: 48.000 nel 2005, 48.500 nel 2006. Quante saranno nel 2007? Litorale. Dopo il capoluogo sono Jesolo a Nord e Chioggia a Sud i Comuni che incassano più soldi dalle multe: entra in gioco infatti il fattore «T», che sta per turisti. A Jesolo ogni anno le multe superano quota 20 mila. Per il 2007 il municipio conta di incassare oltre 1 milione e 700 mila euro, mentre l’addizionale Irpef vale solo 822 mila euro. «Circa il 30% delle multe - spiega però il comandante della polizia locale, Claudio Vanin - non viene riscosso, perché riguardano stranieri con i cui Paesi d’origine non ci sono convenzioni specifiche per questo tipo di cose». A Chioggia la percentuale di riscossione delle multe comminate a turisti stranieri è invece più alta, perché un agente si è specializzato nello studio degli accordi bilaterali. Circa 20 mila l’anno le multe, per un incasso che si aggira sul milione di euro. Esclusi i trasferimenti statali, una delle principali entrate per il Comune dopo l’Ici e i diritti sul mercato del pesce. Fasce intermedie. Tra i 400 e i 500 mila euro: questo quanto incassano i comuni di San Donà e Portogruaro. Per ciò che riguarda San Donà è curiosa la flessione registrata tra 2005 e il 2006, con 1250 multe in meno. Un anno di grazia? Più semplicemente non sono stati più utilizzati gli ausiliari del traffico, che vigilavano soprattutto sui divieti di sosta. Portogruaro, storia a sè. Tante multe, pochi soldi. «Abbiamo tre pattuglie al giorno che controllano il territorio - spiega il comandante Roberto Colussi - e che fermano direttamente gli automobilisti per velocità pericolosa (74 euro, ndr), facendo vera prevenzione.
Le multe con autovelox (148 euro tra i 10 e i 40 km sopra i limite, ndr) sono solo il 9%». Entroterra. Nei principali centri che circondano Mestre cala notevolmente il numero di multe e di soldi incassati. Mirano il centro più severo, anche perché la guerra dichiarata al traffico pesante e l’adesione al provvedimento delle targhe alterne ha dato da lavorare ai vigili. Senza contare la recente introduzione dei parcheggi a pagamento in tutto il centro storico. Ogni anno le entrate per il Comune variano tra le 200 e le 300 mila euro, ma l’incidenza sul bilancio, che per il 2007 è di oltre 35 milioni di euro, è minima. Per il 2007 Mira conta di incamerare dalle multe circa 220 mila euro. A Spinea il primato del minor numero di multe. Erano 1.460 nel 2005, sono scese a 1.090 nel 2006, a causa di trasferimenti che hanno decimato le pattuglie al lavoro. La nuova stagione delle targhe alterne che si apre nei prossimi giorni potrebbe riservare alcune novità.

In compenso in occasione della manifestazione del 10 luglio abbiamo avuto il piacere di avere ben 3 volanti della polizia municipale.
Da tener presente inoltre la mancanza di polizia nel momento di maggior caos, quando via Asseggiano fu chiusa.

Articoli di giornale - attività commerciali in via Luneo a rischio fallimento

IL GAZZETTINO
Sabato 13 ottobre 2007 MIRANO
In
via Luneo le attività commerciali rischiano fallimento per "lavori in corso"
Duecentoquaranta coperti vuoti, una pompa di benzina quasi inutilizzata, il titolare di un negozio di vestiti costretto ad uscire in strada per indicare ai clienti la strada per raggiungere la propria attività. I lavori per il Passante e i relativi sottoservizi, in via Luneo, creano più di qualche preoccupazione ai commercianti della zona. Il cartello "strada chiusa", posto all'ingresso della via, alle porte di Salzano, in prossimità della rotatoria tra le vie Circonvallazione, Parauro (e ovviamente Luneo), sembra essere diventato lo spauracchio di automobilisti e potenziali clienti. Morale: poco lavoro, tanti disagi e difficoltà. "Ho 240 posti in sala, oggi servo un coperto solo per pranzo - spiega Roberto Pistolato, titolare della trattoria 19 al Paradiso: un nome che vale un'istituzione per Mirano - questa situazione si è perpetrata durante i mesi di giugno e luglio, si sta ripetendo ad ottobre. Se i lavori vanno fatti, per carità, sono il primo a dire che gli interessi personali vadano messi da parte. Però qui, ci sono giornate intere, come giovedì scorso, in cui in cantiere non c'è nessuno: mi sembra che si stia facendo tutto con troppa calma". "Io lavoro esattamente la metà di prima - racconta Oscar Sorato, titolare della stazione di benzina Ies - siamo fortunati perché abbiamo un giro di clienti affezionati che vengono comunque da noi, ma la gente normalmente fa benzina ad un distributore se lo trova per strada, difficilmente viene a cercarci apposta". Medesimo problema, se pur in termini diversi, per la boutique "Andrea abbigliamento": "il guaio è che non c'è una segnaletica adeguata, non viene segnalato alla gente che la strada si chiude nel comune di Spinea , ma che il lato miranese è perfettamente agibile. Devo farmi in quattro per spiegare ai miei clienti che strada prendere". Secondo i commercianti una soluzione ci sarebbe: i lavori, in fin dei conti, non precludono completamente la percorribilità della strada. Per questo avevano chiesto l'istituzione di un senso unico alternato, magari regolato da un semaforo temporaneo. Davide Tamiello


LA NUOVA
SABATO, 13 OTTOBRE 2007
Provincia Mirano. La protesta dei commercianti di Luneo penalizzati dal Passante Il cantiere ferma la via per il Paradiso Deserto da giorni lo storico ristorante di via Luneo. «Sciopero fiscale» FILIPPO DE GASPARI
MIRANO. Guadagni nulli, clienti quasi azzerati: i commercianti di via Luneo lanciano l’allarme. «Avanti di questo passo - dicono - saremo costretti a chiudere». Il periodo di vacche magre è iniziato a metà settembre, con la chiusura della strada-quartiere che collega via Parauro con Spinea. Chiusura necessaria per permettere i lavori al nuovo sottopasso del Passante.
I commercianti però protestano per non essere stati avvisati a dovere dell’entrata in vigore dell’ordinanza di chiusura e soprattutto per la segnaletica che non informa i clienti della possibilità di raggiungere comunque le loro attività. Così per la storica trattoria «19 al Paradiso», il distributore di carburanti «Ies» e il negozio «Andrea abbigliamento», soffia aria di crisi. «Abbiamo perso circa 80 clienti - sbotta il giovane Roberto Pistolato, gestore della trattoria - restiamo giorni con la sala da pranzo deserta: 240 posti tavola inutilizzati. Siamo stati confinati fuori dal mondo e continuamo a pagare le stesse tasse». Non va meglio alle attività vicine. «Stanno andando in fumo metà dei litri di carburante che vendevamo prima - accusa Oscar Sorato, titolare del distributore - qui fino ad un mese fa passavano circa 10 mila auto al giorno, oggi solo qualche residente. Per un distributore di benzina il danno è enorme». In effetti anche ieri in via Luneo si poteva tranquillamente camminare in centro strada.
«Vorremo capire - chiede Pistolato - perchè alla rotatoria di via Parauro è stato posto un segnale di strada chiusa, senza spiegare agli automobilisti che comunque per un certo tratto via Luneo è percorribile. Non solo: varie volte sono passato attraverso il cantiere: vuol dire che si poteva benissimo istituire un senso unico alternato e lasciare un varco di passaggio. La chiusura totale della strada è solo una comodità: un moviere o un semaforo erano troppo dispendiosi». Inutile ogni protesta e tentativo di mediazione sia con i sindaci di Mirano che di Spinea. Via Luneo riaprirà il 27 ottobre ed ora qualcuno minaccia di ricorrere allo sciopero fiscale. «Chiederò al mio commercialista - avverte Pistolato - di agire perché ci scalino le tasse e taglino gli studi di settore: guadagni, in questo mese, noi non ne abbiamo avuti».

Articoli di giornale - via Oriago chiusa per lavori

IL GAZZETTINO
giovedì 11 ottobre 2007
Via Oriago chiusa fino al 25 ottobre

SPINEA - Via Oriago, nel tratto al confine tra i Comuni di Spinea e Chirignago, resterà chiusa al traffico fino al 25 ottobre per i lavori di posa della nuova condotta fognaria, iniziati lo scorso 11 settembre. Due i tratti di strada interessati alla chiusura: quello compresa tra il sottopasso ferroviario all'incrocio di via Fornase fino all'intersezione con via delle Fontane, e il tratto di via Oriago che ricade nel territorio comunale di Spinea fino al sottopasso autostradale.


LA NUOVA
GIOVEDÌ, 11 OTTOBRE 2007
Provincia SPINEA Via Oriago chiusa per lavori
SPINEA. Via Oriago, nel tratto al confine tra Spinea e Chirignago, resterà chiusa al traffico fino al 25 ottobre per i lavori di posa della nuova condotta fognaria, iniziati lo scorso 11 settembre. L’intervento, eseguito dai tecnici di Veritas-Acm, rientra all’interno delle opere denominate «Spinea 31 lotto bis» finanziate dalla Regione. Due i tratti di strada interessati alla chiusura: il primo è compreso tra il sottopasso ferroviario all’incrocio di via Fornase fino a quello con via delle Fontane, e il tratto di via Oriago che ricade nel territorio di Spinea fino al sottopasso autostradale. I lavori di posa della nuova condotta di fognatura nera fanno parte di quelli previsti dalla Regione nell’ambito del piano di disinquinamento della laguna di Venezia, ma sembrano andare a rilento, sollevando molte proteste da parte degli automobilisti. «Ci scusiamo innanzitutto per il disagio che questi lavori creano ai residenti - dichiara il direttore generale di Veritas-Acm Giuseppe Favaretto - ma si tratta di interventi davvero molto importanti che offriranno un servizio in più ai cittadini, quello di avere un nuovo impianto, più sicuro e funzionale, di fognatura nera. Con la prossima primavera, poi, sarà di nuovo asfaltato tutto il tratto di strada interessato ai lavori». (a.rag.)

Articoli di giornale - Targhe alterne


La Nuova
Spinea. Il provvedimento riguarderà tutti, residenti e non, e sarà applicato in tutto il comune, eccetto le provinciali 36 e 81 Ai veicoli non catalizzati sarà vietata la circolazione dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. I residenti potranno circolare il lunedì, martedì e mercoledì dalle 10 alle 16. Sono previste deroghe ed è possibile fare l’autocertificazione secondo quanto previsto dall’apposita ordinanza comunale che si potrà trovare a breve nel sito internet del comune. Il sindaco Claudio Tessari, come già successo in passato, avviserà del provvedimento i cittadini via telefono tramite un’agenzia specializzata.
Salzano. Il Comune di Alessandro Quaresimin potrebbe aderire alle targhe alterne ma il trasporto pubblico nel territorio è piuttosto carente e dunque per non penalizzare troppo i residenti, questi saranno esentati.


LA NUOVA
VENERDÌ, 12 OTTOBRE 2007
Primo Piano Lettera a Cacciari e a quattro assessori. La replica di Belcaro: «Indietro non si torna» Targhe alterne, i commercianti danno l’altolà A Mestre Confesercenti e consumatori contro il Comune. «Siamo gli unici in Veneto» MITIA CHIARIN
MESTRE. Proprio nel giorno in cui l’assemblea dei Comuni della Provincia di Venezia vota, con 22 presenti su 44, il ritorno alle limitazioni al traffico da lunedì prossimo, i commercianti nel Comune di Venezia, che è il capofila nell’azione anti-smog che decreta dal 15 ottobre il ritorno di targhe alterne e limitazioni alle auto non catalizzate, dicono «Basta» e dalla loro trovano stavolta anche i consumatori. Perchè i Comuni che attueranno le targhe alterne sono pochi (nella nostra Provincia le targhe alterne entrano in vigore, oltre a Venezia, a Mira, Mirano, Spinea, San Donà di Piave mentre altre amministrazioni si concentrano sul blocco delle no kat) rispetto ad una Regione dove, da Padova a Treviso, questi provvedimenti sono finiti nel cestino, mentre non si sa ancora se arriveranno gli attesi fondi del piano Aria da palazzo Balbi. La Provincia chiede fondi per il trasporto pubblico aggiuntivo? Renato Chisso, assessore ai Trasporti, allarga le braccia: «Non ne ho, chiedete all’Ambiente».La stura alle polemiche arriva dal segretario provinciale della Confesercenti, Maurizio Franceschi che ieri ha scritto al sindaco Massimo Cacciari ed agli assessori Belcaro, Simionato, Mingardi e Bortolussi per esprimere «la più netta contrarietà al ripristino delle targhe alterne» ed invitare l’amministrazione comunale a rivedere le decisioni assunte. Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento Consumatori. «La targhe alterne non servono a nulla, sono solo uno scudo degli amministratori che dimostrano di aver fatto qualcosa per evitare conseguenze penali. Per salvare se stessi, creano disagi che non hanno alcun beneficio sulla città», denuncia Lorenzo Miozzi. La Confesercenti lo scorso agosto non aveva detto no ai provvedimenti anti-smog illustrati alle categorie economiche dalla giunta Cacciari. Ma ora cambia idea, visto che nel Veneto solo Venezia è rimasta una roccaforte delle targhe alterne. «I blocchi del traffico hanno un effetto assai ridotto nella lotta contro l’inquinamento ed hanno un impatto economico rilevantissimo sulle attività imprenditoriali della città. Per questo motivo - spiega Franceschi - l’accettazione di tali misure è stata da noi subordinata quanto meno alla condizione che esse siano adottato in modo coordinato su area vasta e condivise dagli altri Comuni della provincia e del Veneto. A tutt’oggi le targhe alterne rimangono invece una prerogativa pressochè esclusiva del Comune di Venezia». Il vertice di ieri in Provincia, coordinato da Davide Zoggia, ha visto la partecipazione di metà Comuni del Veneziano. Cinque attueranno le targhe alterne, compreso il capoluogo, gli altri puntano su Ztl e blocchi alle no kat. «Nessuno tra i capoluoghi di provincia e ben pochi tra i Comuni del Veneziano hanno deciso di seguire questa strategia di contrasto all’inquinamento - attacca Franceschi - questa situazione, da un lato fa ancor più venire meno l’utilità delle misure di limitazione del traffico veicolare, dall’altro appesantisce l’onere per una città che basa sui traffici, sul commercio e sulla logistica gran parte della propria economia e che su questo fronte deve quotidianamente competere con gli altri maggiori centri della Regione». L’Ascom, che contro le targhe alterne organizzò anche una manifestazione, non fa lo stesso. «Sono provvedimenti obbligatori che si sa non risolvono nulla - dice il segretario Dario Corradi - perchè sullo smog incide essenzialmente la meteorologia. Comunque, a torto o a ragione, a questi provvedimenti ci siamo abituati». Immediata la replica dell’assessore all’Ambiente del Comune, Pierantonio Belcaro. «Con il tavolo tecnico zonale di oggi (ieri ndr) abbiamo risposto, con un provvedimento su area più vasta. Insomma, indietro non si torna. E poi il giorno in cui si concentrano gli acquisti è il sabato, quando non ci sono limitazioni in vigore». Secondo il Movimento Consumatori, invece, Ca’ Farsetti pecca di mancanza di strategia. «L’amministrazione non sa cosa fare - denuncia Lorenzo Miozzi - e non riesce ad elaborare un piano che possa permettere una reale diminuzione dell’inquinamento: da incentivi all’uso del trasporto pubblico al lavaggio delle strade».


LA NUOVA
DOMENICA, 14 OTTOBRE 2007
Provincia Garantito l’accesso ai parcheggi. Interessati residenti e non Spinea e Mirano, riecco le targhe alterne Il provvedimento giovedì e venerdì. E da domani le limitazioni alle no-kat
MIRANO. Tornano a partire da domani a Mirano e Spinea le misure di limitazione al traffico concordate dalle amministrazioni al tavolo tecnico zonale della Provincia. Il provvedimento ricalca quello già in vigore lo scorso anno, con divieti e limitazioni dal 15 ottobre al 30 marzo 2008 e che riguarderanno tutti i cittadini, residenti e non, dal lunedì al venerdì, nell’orario 8-18. Previste come sempre sospensioni in occasione di festività ed eccezioni per alcune categorie di veicoli e di professioni, con la possibilità dell’autocertificazione in deroga ai divieti.
Mirano. Le limitazioni riguarderanno tutti i veicoli, residenti compresi: le auto non catalizzate (no-kat) non potranno circolare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Deroga parziale solo per i veicoli no-kat condotti dai residenti: potranno circolare liberamente dal lunedì al mercoledì ma solo nella fascia oraria 10-16. Per le auto catalizzate saranno invece in vigore le targhe alterne nelle giornate di giovedì e venerdì, dalle 8 alle 18: nei giorni pari potranno circolare solo i veicoli aventi targa pari, viceversa nei giorni dispari. Sospensioni sono previste l’1 e 2 novembre, dal 17 dicembre al 6 gennaio 2008, dal 7 al 12 febbraio e dal 20 al 24 marzo. L’area interessata dal provvedimento è quella compresa all’interno del perimetro delimitato ad Ovest dalle vie Battisti-Scaltenigo, a Sud da viale Venezia, ad Est da via dei Dori, a Nord dalle vie Miranese e Mariutto. All’interno di quest’area sarà possibile circolare, solo per accedere ai parcheggi di via dei Pensieri, via Belvedere, via Colombo, piazza Moro, via Pestrino, via Paganini ed il parcheggio a Sud della chiesa S. Leopoldo Mandic, seguendo i percorsi: via Giudecca-Belvedere, via Giudecca-dei Pensieri, via Porara-Wolf Ferrari-Paganini-Moro, via Colombo-Da Verazzano-Villafranca-Mariutto. Sono esclusi dal divieto i veicoli a Gpl e metano, classe Euro 4, car-sharing e car-pooling (con almeno 3 persone a bordo) e quelli dotati di filtro antiparticolato. Eventuali autocertificazioni dovranno contenere gli estremi del veicolo, l’orario ed il luogo di partenza e destinazione e le motivazioni del transito. Spinea. Anche a Spinea, a partire da domani,il provvedimento riguarderà residenti e non residenti, con targhe alterne il giovedì e venerdì dalle 8 alle 18 per le auto catalizzate e circolazione vietata dal lunedì al venerdì, sempre dalle 8 alle 18, per le no-kat. Anche in questo caso i residenti potranno però circolare dal lunedì al mercoledì, dalle 10 alle 16. Il provvedimento sarà in vigore su tutto il territorio comunale, con l’esclusione delle provinciali esterne. Gli altri comuni. Martellago (che l’anno scorso aveva detto sì) Scorzè, Noale e Santa Maria di Sala hanno deciso di non aderire al tavolo tecnico provinciale e non applicheranno le limitazioni per le auto non catalizzate le targhe alterne. Il piccolo comue Salzano potrebbe decidere di accodarsi nelle prossime settimane. «Se partiamo - spiega Maria Grazia Vecchiato, assessore all’Ambiente - lo faremo solo nelle prossime settimane». (Filippo De Gaspari)


LA NUOVA
LUNEDÌ, 15 OTTOBRE 2007
Cronaca L’ordinanza del Comune, l’area vietata a Mestre, le deroghe. Giovedì debuttano le targhe alterne, circolano solo le pari Smog, da oggi ferme le «no kat» Limitazioni al traffico al via. Ma nel resto del Veneto si corre
Riprende oggi la stagione delle limitazioni al traffico nel Comune di Venezia. Con 108 sforamenti, la nostra Provincia ha il record veneto dell’emergenza Pm10. Ma siamo i soli nel Veneto a riproporre fino a marzo 2008, i provvedimenti anti-smog. La scelta solitaria di Comune e Provincia di Venezia ha portato con sè immancabili polemiche. Da oggi si riparte con le limitazioni alle auto non catalizzate che a Mestre non possono circolare dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18. L’area vietata è vasta e comprende oltre al centro di Mestre anche le Municipalità di Marghera, Gazzera-Zelarino e Favaro, compreso Campalto. La mappa dell’area dei divieti è contenuta in 15 mila opuscoli stampati dal Comune e messi a disposizione dei cittadini. Una finestra per la libera circolazione dei residenti è confermata il lunedì, martedì e mercoledì dalle 10 alle 16. Da giovedì prossimo invece fanno il loro debutto le famigerate targhe alterne. Giovedì 18 potranno circolare, sempre dalle 8 alle 18, le vetture con targhe pari (si considera l’ultimo numero della targa) mentre venerdì 19 potranno circolare le targhe dispari. Targhe alterne negli stessi orari anche a Mira, Mirano, Spinea, Portogruaro e San Donà di Piave, mentre Marcon e Chioggia quest’anno hanno dato forfait. I provvedimenti di Venezia sono più restrittivi del resto della Provincia. Unici periodi di moratoria, nel Comune capoluogo, quello natalizio dal 13 dicembre al 4 gennaio 2008 e il 31 gennaio, giovedì grasso. Al tavolo tecnico provinciale, le altre amministrazioni hanno deciso di concedere degli stop più lunghi alle limitazioni al traffico, prevedendo la sospensione dei provvedimenti anche il 1 e 2 novembre, per le feste di tutti i Santi e la commemorazione dei caduti e dal 20 al 24 marzo per le festività pasquali. Decisioni che il Comune di Venezia ha scelto di non seguire. Ventiquattro le deroghe a circolare previste dall’amministrazione Cacciari. Libera circolazione per le auto con motori Euro IV o con filtro antiparticolato (Fap) oppure alimentate a Gpl, gas metano, con motori elettrici; le auto del car pooling (con almeno tre persone a bordo); veicoli per i trasporti di cerimonie nuziali e funerali. In altri casi per circolare si deve tenere a portata di mano una apposita autocertificazione: il modulo facsimile si scarica dal sito internet del Comune di Venezia. Torna in vigore, nei giorni di targhe alterne, anche la speciale tariffa del trasporto pubblico. Comune e Actv hanno infatti confermato il biglietto Ecobus24 valido per l’intera giornata che consente corse illimitate in terraferma al costo 1.50 euro. Per informazioni si può contattare anche il numero 041.976561 (fino al 9 novembre è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17).


LA NUOVA
LUNEDÌ 15 OTTOBRE 2007
Provincia NEL MIRANESE ADESIONI IN ORDINE SPARSO Al via le limitazioni anche a Mirano e Spinea
MIRANO. Partono oggi a Mirano e Spinea le limitazioni al traffico decise dal tavolo tecnico zonale della Provincia. Nei due comuni, da oggi e fino al 30 marzo 2008, le auto non catalizzate non potranno circolare dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18. Il provvedimento entra in vigore per tutti, residenti e non residenti. Deroga parziale solo per i veicoli no-kat condotti dai residenti, che nei rispettivi comuni potranno circolare liberamente il lunedì, martedì e mercoledì, ma solo nella fascia oraria 10-16. Per le auto catalizzate saranno invece in vigore le targhe alterne nelle giornate di giovedì e venerdì, sempre dalle 8 alle 18: nei giorni pari potranno circolare solo i veicoli aventi targa pari, viceversa nei giorni dispari. Sospensioni a Mirano sono previste l’1 e 2 novembre, dal 17 dicembre al 6 gennaio 2008, dal 7 al 12 febbraio e dal 20 al 24 marzo, mentre a Spinea l’1 e 2 novembre, il periodo dal 13 dicembre al 4 gennaio 2008 e il 31 gennaio. Se a Spinea le limitazioni riguarderanno tutto il territorio comunale, a Mirano la zona interessata dal provvedimento è quella compresa all’interno del «quadrilatero» delimitato dalle vie Battisti-Scaltenigo, viale Venezia, via dei Dori, vie Miranese e Mariutto. All’interno di quest’area sarà possibile circolare solo per accedere ai parcheggi di via dei Pensieri, via Belvedere, via Colombo, piazza Moro, via Pestrino, via Paganini ed il parcheggio a Sud della chiesa S. Leopoldo Mandic, seguendo appositi percorsi. Esclusi dai divieti le auto a Gpl e metano, Euro 4 e con filtro antiparticolato. Martellago, Scorzè, Noale e S. Maria di Sala per ora non aderiscono alle decisioni del tavolo tecnico zonale, Salzano potrebbe farlo, ma a partire dalle prossime settimane. (f.d.g.)


LA NUOVA
MARTEDÌ, 16 OTTOBRE 2007
Provincia MIRANO Presto l’acquisto di bus a metano «Così si affossa il piccolo commercio» L’Ascom contro le targhe alterne. L’assessore: «Centro più vivibile»
MIRANO. Targhe alterne: penalizzato il piccolo commercio in centro? Puntuali con l’entrata in vigore dei provvedimenti di limitazione al traffico, arrivano anche le voci dei contrari: tra questi c’è quella dell’Ascom-Confcommercio del Miranese. «Che la targhe alterne non servano a niente - afferma il presidente Ennio Gallo - non è certo una novità: è dimostrato scientificamente che negli anni precedenti, in quanto a benefici per l’ambiente e la salute, hanno prodotto zero. Provvedimenti come quelli entrati in vigore oggi (ieri, ndr) a Mirano e Spinea servono solo agli amministratori, che nel momento di rendere conto del loro operato, possono dire di aver fatto qualcosa». Ma se i cittadini non ne beneficiano, i commercianti ne risentono negativamente: meno auto significa meno clienti e quindi meno guadagni. «Il piccolo commercio - spiega Gallo - è il più penalizzato: queste ordinanze vanno nel senso contrario di quelle iniziative che invece tendono a favorire il ripopolamento ed il rilancio delle nostre piazze, a partire proprio dalla valorizzazione dei piccoli negozi». Commercianti dunque più rassegnati che arrabbiati: «Le battaglie degli ultimi anni contro le targhe alterne - continua Gallo - non sembrano aver sortito effetto, tanto che puntualmente ad ottobre di ogni anno il problema si ripresenta». Eppure qualcosa si muove: l’encomio stavolta va a Noale. «L’amministrazione sembra aver capito l’inutilità di fermare così tanti veicoli. Si va verso scelte intelligenti: il blocco delle auto non catalizzate e le domeniche ecologiche possono essere tollerate, le targhe alterne no». La replica tocca all’assessore all’ambiente di Mirano, Anna Gnata, che alle asserzioni di Gallo sciorina l’esito di un questionario sottoposto negli ultimi tempi agli stessi cittadini: «I miranesi - spiega - hanno detto chiaramente che la piazza è più vivibile se ci sono meno auto. Non vedo quindi perché le limitazioni al traffico dovrebbero significare una riduzione dei clienti: più facile il contrario invece». Gnata ha fatto anche sapere che proprio in questi giorni il Comune sta concludendo la gara per l’acquisto di due autobus a metano per gli spostamenti in città: «Serviranno - spiega - a migliorare la mobilità attraverso l’utilizzo dei parcheggi scambiatori, dove l’accesso è consentito anche nei giorni di targhe alterne». (Filippo De Gaspari)


News dal sito del Comune

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NOTA BENE

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ELENCO DISEGNI RIGUARDO LA VIABILITA'

Vengono elencati una serie di disegni per descrivere alcuni aspetti della viabilità nel comune di Spinea, già più volte indicati in questo blog.


Generali
Precedenti alle modifiche urbanistiche

Successivi alle modifiche urbanistiche


Casello del Passante a Crea


Stazione della metropolitana di superficie

Disegni descrittivi
Accesso diretto fra aree residenziali
Ville
Servizi ed area industriale
Tangenziale nord
Rotonde in via Roma
PUT2004: Statistiche degli incidenti

Quartiere Dante in particolare

Prima di aver reso via Matteotti a senso unico

Dopo aver reso via Matteotti a senso unico



Previsioni di Aumento del traffico dovute al Passante



Masterplan
La strada dei bivi


2 pesi e due misure (idee venute creando i disegni sopra elencati)
Quartiere Dante in particolare, ipotesi alternativa di viabilità futura con riapertura di un tratto a doppio senso e spostamento del traffico oltre la pedonalizzazione fortemente voluta dall'attuale amministrazione fra villa del Majno, piazza Marconi e la chiesa San Vito e Modesto.

Visione generale, ipotesi alternativa di viabilità futura con chiusura di un tratto di via Roma a cavallo di villa del Majno-Piazza Marconi ed a cavallo della nuova piazza fronte la chiesa Santa Bertilla (due pesi e due misure visto che nei progetti urbanistici piazza Santa Bertilla non si prevede di chiuderla interrompendo via Roma).

Annuncio del passaggio a senso unico di via Bennati
Via Bennati a senso unico, lavori eseguiti il 13 e 14 marzo (altre considerazioni).

Via Matteotti in Google Street
I 200 metri di strettoia...


Reclami al comune via Web
Spinea strade e servizi scadenti: i reclami viaggiano sul web




NB: da oggi la cosiddetta tangenziale nord è stata innaugurata come via "11 settembre 2001" con dedica agli omonimi attentati avvenuti in America.


Aggiornato al 07-02-2013